Madonna dei Prati-Brendola
Vista da Monte dei Martiri
Vista da Madonna dei Prati
Vista sul Cerro da San Valentino
Castello o Rocca dei Vescovi
Pista ciclabile Madonna dei Prati
Vista dalle colline di Brendola della fitta nebbia presente nella parte bassa.
Villa Veronese, ora di proprietà della Curia vescovile, considerata da sempre l'antica residenza dei vescovi di Vicenza.
La chiesetta Revese rappresenta un gioiello dell'architettura sacra vicentina del primo rinascimento.Venne costruita alla fine del 1400 per volere della nobile famiglia Revese, che a Brendola aveva un'importante villa (di cui resta oggi solo la Torre) e venne dedicata a Santa Maria Annunciata. La cappella è attribuita ad Alvise Lamberti da Montagnana, architetto e scultore, mentre un ciclo presente all'interno della chiesetta, viene attribuito al pittore vicentino Giovanni Buonconsiglio. Viene aperta solo poche volte all'anno, per informazioni chiamare direttamente in Pro Loco.
Il primo documento che ne attesta l'esistenza e ne conferma il possesso al Vescovo di Vicenza, Girolamo, risale all'anno 1000 quindi la sua costruzione risulta precedente, ma di quanto non sappiamo; non si può escludere del tutto l'esistenza già in epoca romana data la posizione strategica di Brendola, lungo la via Postumia. Nel corso dei secoli è stato teatro di numerose battaglie, che videro la sua distruzione, la sua ricostruzione e infine nel 1514 perse la sua importante funzione di centro di potere assumendo la forma attuale.
L'edificio presenta una chiara impostazione settecentesca; è collegato da un piccolo corpo allungato ad una barchessa in continuità con la vicina casa Girotto, un tempo adiacenza della villa. La facciata principale esposta a mezzogiorno, sormontata da un timpano, dimostra l'intervento ottocentesco, leggibile soprattutto sul dimensionameto di porte e finestre. Ottocenteschi sono la scala in pietra tenera locale finemete lavorata, il portale d'ingresso alla villa con l'elaborata cimasa ed il vaso acroteriale che ha sostituito una statua sul timpano. Le statue, secondo il Cevese, sono "di fattura così egregia da parer uscite dalla mano di Orazio Marinali", anche se gli zoccoli sono inusuali nei manufatti del maestro. davanti la villa c'è un part-terre con aiuole delimitate da cordonature in pietra e da piante pregiate disegnato dal letterato vicentino Jacopo Cabianca. Oggi il complesso appartiene parte alla famiglia Girotto e parte alla Parrocchia che l'ha adibita a scuola materna.
Lattuale chiesa e l'annesso campanile sono frutto di una radicale ricostruzione di edifici esistenti fin dal VI-VII secolo. La struttura attuale risale al 1852 con definitiva inaugurazione nel 1890. L'insieme della facciata è diviso in tre parti, rientranti le due laterali e sporgente quella centrale, è abbellita da due finestre laterali e dal portone sottolineato ai lati da colonnine spirali e sormontato da un bassorilievo rappresentante San Michele che fulmina il drago. Sopra il portone spicca il rosone del Prof. Bepi Modolo installato nel 1986 in occasione del 25° anniversario della canonizzazione di Santa Bertilla Boscardin. La parte interna è divisa in tre navate da una doppia successione di colonne che si conclude con l'ampio presbiterio. Domina su tutto l'imponente altare maggiore in stile neo gotico con ricchezza di frastagli fogliami e cornici, dietro il quale si trova la pala della Madonna con Bambino, San Michele Arcangelo e S. Andrea Apostolo del pittore Girolamo Dal Toso (1480-1548).
Sulla Piazza del Cerro s'apre l'ariosa loggia quattrocentesca, costruita da un'ignota famiglia e poi divenuta proprietà Piovene;ora è residenza del Comune di Brendola. La costruzione viene definita dal Cevese "certo la più elegante tra quelle sorte nel territorio vicentino durante l'età gotica". Presenta cinque archi sotto e sei sopra: più larghi i primi su colonne più alte, tutte con grosso capitello. Il muro si presenta massiccio, con spessore notevole, le colonne sono poste a reggerne la spinta vigorosa. Una robusta torre, senz'altro di epoca precedente, dove si apre una graziosa finestra trilobata gotica si affianca alla loggia, offrendo un esempio di architettura feudale abbinata ad una residenza rurale, che ricalca modelli architettonici presenti in città. L'edificio di proprietà comunale dal 1930, subì un primo restauro conservativo quando vi si trasferì la sede municipale, poi un successivo nel 1987, i risultati del quale sonovisibili tuttora.
Villa Valle a tutti nota col nome di Villa Casavalle, ora Martin. L'entrata della Villa è formata da un grandioso portale con curiose cariatidi che sostengono vasi di fiori in ferro battuto. Superato il portale si trova un ampio giardino sottolineato nel perimetro dalla facciata della villa e dal maestoso porticato tuscanico. Si presenta con caratteristiche di un edificio della fine del Seicento o del primissimo Settecento. Nell'interno si trova un imponente salone centrale decorato con stucchi tado-neoclassici e otto cornici con altrettante tele del Seicento e del primo Ottocento, meritano di essere osservati anche i due caminetti neoclassici. Accanto alla villa si trova la chiesetta dedicata all'ASSUNTA per una tela posta sull'altare di generica impronta Bassanesca. La cappella ha una bella porta bugnata a profilo curvilineo e un frontone triangolare impostato su una ricca trabeazione.