Nella
seconda metà del XI secolo, durante le
lotte per le Investiture tra il papa e
l'imperatore, numerose furono le lotte
tra nobili e vescovo che si protrassero
sino al XII secolo.
Solamente nel 1184 il vescovo Giovanni
de' Sordi (detto il Cacciafronte)
rientrò in possesso dei beni vescovili
perduti nella lotta contro l'imperatore.
Le aspre lotte verificatesi verso la
fine del XII secolo tra guelfi e
ghibellini, capeggiati dalla famiglia da
Romano, indebolirono ulteriormente il
potere dei vescovi, anche se nel 1210 un
privilegio di Ottone IV riconfermò al
vescovo di Vicenza la giurisdizione sul
castello. Durante questo periodo,
comunque, Ezzelino da Romano ridusse
quasi alla miseria la diocesi vicentina.
Solamente dopo la morte di Ezzelino i
vescovi di Vicenza riacquistarono il
possesso del castello. Nel 1262 il
vescovo Bartolomeo da Breganze convocò a
Brendola una assemblea (Curia
Vassallorum) nella quale venne
riconfermata la proprietà del castello e
della rocca al vescovo il quale la
cedette in affitto al Comune. Da allora
il presidio militare non dipese più dal
vescovo, ma dai vicentini. All'inizio
del XIV secolo Brendola si trovò al
centro della lotta tra Padova e Verona
per la conquista di Vicenza. Nel 1311
Vicenza passò agli Scaligeri,Signori di
Verona, i quali occuparono anche il
castello di Brendola. Durante
l'occupazione scaligera il vescovo venne
del tutto privato dei suoi poteri
politico - amministrativi, tranne che
per un brevissimo periodo (1366 - 1399)
quando Padova, Firenze e Venezia, si
coalizzarono contro Verona. Il castello
fuggì al controllo degli Scaligeri e
venne occupato dal vescovo di Vicenza
Biagio da Lionessa il quale tramò per
consegnare il castello ai veneziani.
Un pò di storia..

Questo vescovo dimorò a Brendola sino al
1343 e solamente dopo la sua rimozione il castello venne
riconsegnato al comune di Vicenza.Dalla seconda metà del XIV secolo
i veronesi esercitarono il controllo sui castelli berici ed
affidarono ai loro capitani il compito di comandare i presidi e di
amministrare il territorio. In seguito i capitani vennero sostituiti
dai vicari e Brendola diventò sede di vicariato sino al 1404, anno
in cui l'esercito padovano occupò la rocca di Brendola ed assediò
Vicenza fallendone il tentativo. Vicenza si consegnò, allora,
spontaneamente a Venezia e da quel momento iniziò il dominio della
città lagunare, il dominio della Serenissima Repubblica. Nel 1413 il
castello venne gravemente danneggiato dai mercenari ungheresi
guidati da Pippo Spano, mentre fu fatale, per Brendola, la guerra
suscitata dalla Lega di Cámbrai nel 1508. Nel 1513 la rocca venne
occupata dagli spagnoli per esser ripresa, l'anno successivo, dalla
Serenissima ad opera del generale Bartolomeo d'Alviano il quale, per
evitare che il castello si trasformasse in rifugio per i nemici
della Serenissima, ne ordinò la distruzione. Da questo momento la
Rocca dei Vescovi perde la sua importante funzione di centro di
potere. Per Brendola si apre un nuovo periodo di storia che si
inserisce in quella più ampia della Repubblica di Venezia prima e
dell'Italia dopo.


Brendola ha un lontano passato,
testimoniato anche da numerosi reperti archeologici rinvenuti in
diverse località.
La prima segnalazione di ritrovamenti di epoca romana risale al
1682, quando venne rinvenuta una tomba intatta con corredo composto
di vasi di terracotta. Dal 1946 in poi si sono succeduti numerosi
rinvenimenti di materiale archeologico, alcuni dei quali sono
esposti presso la sala consigliare del palazzo municipale.
La scoperta più importante, comunque, risale al 1995 quando, in
località Soastene, venne rinvenuta una strada risalente al
Neolitico. E’ la strada più antica finora scoperta e questo dimostra
come, sin dal Neolitico, Brendola fu abitata.
Lo sviluppo demografico del territorio avvenne anche grazie alla
costruzione, nel 148 a.C., della Via Postumia. Tra il 49 e 42 a.C.
Vicenza divenne Municipium e la zona di Brendola venne concessa in
premio ai soldati veterani, il che comportò, anche grazie ad
interventi di bonifica, l'ampliamento della zona abitativa nella
zona bassa della pianura. Con la fine dell'Impero Romano le zone
pianeggianti pian piano vengono a spopolarsi e gli insediamenti
abitativi rimangono solamente nelle zone più elevate. Solamente con
l'inizio del Medioevo riprenderanno i lavori di bonifica che
consentiranno l'utilizzo delle aree pianeggianti. La storia di
Brendola, tuttavia, si accentra attorno al suo Castello (o Rocca dei
Vescovi), che per molti secoli rappresentò la struttura del potere
ed il centro di una giurisdizione civile e vescovile. Il primo
accenno storico al Castello lo si ha nel 983 in un privilegio
concesso da Ottone III al Vescovo di Vicenza.