Sulla Piazza del Cerro s'apre l'ariosa loggia quattrocentesca, costruita da un'ignota famiglia e poi divenuta proprietà Piovene;ora è residenza del Comune di Brendola. La costruzione viene definita dal Cevese "certo la più elegante tra quelle sorte nel territorio vicentino durante l'età gotica". Presenta cinque archi sotto e sei sopra: più larghi i primi su colonne più alte, tutte con grosso capitello. Il muro si presenta massiccio, con spessore notevole, le colonne sono poste a reggerne la spinta vigorosa. Una robusta torre, senz'altro di epoca precedente, dove si apre una graziosa finestra trilobata gotica si affianca alla loggia, offrendo un esempio di architettura feudale abbinata ad una residenza rurale, che ricalca modelli architettonici presenti in città. Questa villa è l'unica, almeno tra le superstiti in provincia di Vicenza, nella quale gli archi si sovrappongono su due piani, è stata così avanzata dal Rupprecht l'ipotesi che essa derivi dal tipo più raffinato della villa Bertoldi di Negrar.  L'edificio di proprietà comunale dal 1930, subì un primo restauro conservativo quando vi si trasferì la sede municipale, poi un successivo nel 1987, i risultati del quale sono visibili tuttora.

Si ringrazia l'Associazione "Laboratorio Brendola" per la didascalia.

 

Villa Piovene ora Municipio

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